di Alessandra Fiorilli
Il castello ha sempre rappresentato un luogo misterioso e pieno di fascino, la dimora cortese per eccellenza, l’ambientazione ideale per quelle stesse favole che tanto amavamo ascoltare prima che il sonno venisse a prenderci per mano, conducendoci nel mondo dei sogni.
E così, ancora oggi, nonostante l’infanzia sia una fase della vita ormai trascorsa, possiamo ancora perderci nel fascino degli antichi manieri, molti dei quali dominano dall’alto di uno sperone il territorio circostante, come il Castel Roncolo, nel comune di Bolzano.
Percorriamo assieme la storia di questo maniero che custodisce il più grande ciclo di affreschi profani di epoca medievale in Europa.
È il 1237 quando il vescovo di Trento concede l’autorizzazione ai fratelli Federico e Berardo Vanga di costruire un castello su uno sperone roccioso all’imbocco della Val Sarentino.

Nel 1385 la proprietà passa ad altri due fratelli, Niklaus e Franz Vintler, i quali, dopo aver ampliato il castello, decidono di trasformarlo in una residenza estiva di rappresentanza, facendo, così, decorare le stanze con affreschi meravigliosi che raccontano la vita del tempo, le abitudini della cavalleria e le leggende medievali.
L’ampliamento e l’abbellimento delle sale interne del castello rappresentano, per i fratelli Vintler, il simbolo di un’ ascesa sociale che consentirà loro, nel 1392, di entrare a far parte della nobiltà.
Questi stessi affreschi vengono poi restaurati da Massimiliano I, il quale entra in possesso del castello nel 1490.
Anche nel 1538, quando la proprietà viene venduta ai Lichtenstein-Castelcorno, alcune pitture vengono rinnovate e sono apportati sulla struttura alcuni ammodernamenti.
Dal XVII secolo il castello conosce un degrado che verrà interrotto solo alla fine del XIX secolo quando passa all’Imperatore Francesco Giuseppe, il quale, dopo averlo fatto restaurare, lo dona, nel 1893, alla città di Bolzano, diventando, così, la splendida cornice di feste castellane e di concerti.
Dopo la seconda metà del XX secolo, lo scrittore e regista Pier Paolo Pasolini, alla ricerca di un luogo suggestivo dove girare alcune scene del suo Decameron, sceglie proprio Castel Roncolo, ma dopo questa breve avventura cinematografica, cade di nuovo nell’oblio e soltanto nel 2000 il maniero è pronto ad accogliere nuovamente i visitatori.

E sono proprio le sale affrescate a regalare un viaggio nell’epoca medievale attraverso il Palazzo Occidentale, che ospita affreschi sul mondo cortese, per passare poi alla Casa d’Estate, dove sono protagonisti Tristano e Isotta ed il ciclo di re Artù, per giungere, subito dopo, al Palazzo Orientale.

E se gli affreschi sono i protagonisti indiscussi della Sale del Castello, non meno affascinante è il soffitto originale della Stua da bagno, risalente al XIV secolo e dipinto con una volta stellata.

Nella Sala del torneo, invece, gli affreschi che la ornano ci prendono per mano, conducendoci nelle abitudini della società cortese, con momenti di caccia, di danza, di musica, di tornei cavallereschi.

Gli affreschi non adornano solo gli interni delle sale del castello, ma anche la facciata esterna della Casa d’Estate con le Triadi, personaggi storici e leggendari, tra i quali spiccano Giulio Cesare e Re Artù.
Castel Roncolo ospita anche una Mostra Permanente, inaugurata in occasione dei 25 anni dalla sua riapertura, ideata per far sentire il visitatore al centro dell’esperienza vissuta nelle Sale del maniero, e, strizzando l’occhio all’interattività, quegli stessi affreschi prendono vita: così si conosce da vicino la famiglia Vintler, ma anche le abitudini della società cortese, i suoi balli, le sue feste, la letteratura e le leggende.
Castel Roncolo è diventato anche un importante centro di cultura, con i suoi festival musicali organizzati dall’Istituto Culturale Alto Adige tra giugno e luglio, con i workshop. Il prossimo 16 ottobre, in occasione della Lunga Notte dei Musei di Bolzano, si avrà la possibilità di visitare gratuitamente i manieri ed i musei della città nelle suggestive ore serali e durante il corso della stessa giornata, in programma a Castel Roncolo, sono previsti anche appuntamenti pomeridiani dedicati ai più piccoli. Il mese di novembre ha, invece, in calendario l’esperienza educativa “Luce e fuoco” e, in collaborazione con la Bolzano Concerto Society, il concerto con violino di Giulia Rimonda.
E così gli antichi manieri, vestigia di un medioevo misterioso ma affascinante, tornano a noi, ci tendono la mano, ci accompagnano lungo i sentieri di una storia tutta da scoprire che, dopo aver varcato l’uscita, non sembra essere poi più così lontana.
Alessandra Fiorilli