di Alessandra Fiorilli
La sua carta d’identità condensa la magnificenza che la caratterizza…
Nome: Reggia di Caserta
Data di nascita: 20 gennaio 1752, giorno in cui fu posta la prima pietra
Nome del padre: Luigi Vanvitelli
Estensione: 47000 metri quadrati
Numero di piani: 5
Segni particolari: Patrimonio dell’Umanità riconosciuto dall’UNESCO
L’intero complesso, voluto da re Carlo di Borbone, comprende il Palazzo ed il Parco Reale, il Bosco di San Silvestro e l’Acquedotto Carolino.
Lo Scalone Reale, posto nel Vestibolo inferiore, dà il benvenuto ai visitatori, circa un milione lo scorso anno, catapultandoli in una magnificenza che stupisce, al tempo stesso, per la sua pulita linearità.

Dopo aver assaporato, gradino dopo gradino, l’imponenza di una bellezza senza tempo, si accede al Vestibolo superiore che conduce agli Appartamenti Reali, alla Cappella Palatina e agli Appartamenti della Regina.
La Sala del Trono, la Camera da letto di Gioacchino Murat e quella di Francesco II, sono tra le stanze più rappresentative degli Appartamenti Reali, il cui percorso prosegue con il Boudoir di Maria Carolina, la Biblioteca Palatina, la Pinacoteca e il Presepe di Corte.

Dal 1 marzo 2023, in occasione del 250° anniversario della morte del progettista Luigi Vanvitelli, nelle retrostanze della grande Sala delle Guardie negli Appartamenti Reali, è allestita un’esposizione che, unitamente ad un racconto digitale, permette di far conoscere da vicino il Genio del padre della Reggia di Caserta, ma anche la complessità di un progetto maestoso che ha donato all’umanità un’opera grandiosa che incanta visitatori da tutto il mondo.
Tra le tappe più spettacolari del percorso museale offerto dagli Appartamenti Reali, spicca il Teatro di Corte, che, oltre ad incarnare perfettamente l’architettura teatrale del 1700, serba in sé una particolarità: quella offerta dal palco che, all’occorrenza scenica, si apriva verso il Parco della Reggia, cosa che avvenne nel 1770, quando, durante la rappresentazione dell’opera di Pietro Metastasio “Didone abbandonata”, fu simulato l’incendio di Cartagine, proprio usando questa peculiarità del palco stesso.

Da allora sono stati molti gli artisti che hanno calcato la scena, tra questi il grande Maestro Riccardo Muti.
Il 2024 segna l’apertura al pubblico della Gran Galleria che, nelle intenzioni iniziali di Vanvitelli, avrebbe dovuto rappresentare il raccordo tra l’Appartamento del Re e quello della Regina: ambienti, questi, che si estendono per 1300 metri quadri con un’altezza interna di 16 metri e che rappresentano la cornice ideale per mostre ed eventi anche internazionali.

L’incanto arriva anche dal Museo Verde, con i suoi 123 ettari di estensione e che include il Parco Reale ed il Giardino Inglese: proprio nel Parco, le grandi vasche, le cascate, le fontane, che si susseguono lungo l’asse centrale, sono le indiscusse protagoniste insieme ai giochi d’acqua per alimentare i quali, ma anche per approvvigionare il territorio circostante, Luigi Vanvitelli, su commissione di re Carlo di Borbone, progettò l’Acquedotto Carolino, lungo 38 chilometri.

Mentre la Peschiera Grande, voluta e costruita da Ferdinando IV e la Castelluccia, luogo di svago per i piccoli principi, si trovano nell’area laterale della parte bassa del Parco.
Maria Carolina d’Asburgo, sorella di Maria Antonietta di Francia, volle invece, fortemente, il Giardino Inglese, nella parte superiore del Museo Verde: qui, tra corsi d’acqua, statue, portici che ricordano l’antica Grecia, come il Tempio Dorico, sono ospitate specie vegetali provenienti da tutto il mondo.
Non è un a caso, che sin dalla sua nascita, il Giardino Inglese divenne un importante centro di sperimentazione botanica con una fama che travalica i confini della nostra penisola, mentre le Serre di Graefer, rappresentano un luogo dove la natura e la botanica danno vita ad un connubio perfetto e le piante ivi ospitate sono un esempio di resilienza e della grande capacità di rigenerarsi della natura, dalla quale dovremmo solo e sempre imparare.

Visitare la Reggia di Caserta è incanto puro, è stupore, è il sentirsi grati al genio di Luigi Vanvitelli che ha donato all’umanità un capolavoro che ancora oggi, a distanza di secoli, è impossibile descrivere e circoscrivere con umane parole.
Alessandra Fiorilli