Enzo Ferrari: la storia di un sogno raccontato nei Musei di Maranello e Modena, dove è allestita la Mostra “Supercars “

di Alessandra Fiorilli

Enzo Ferrari è la forza di vedere oltre, di non chinare la testa di fronte alle difficoltà, ai dolori, ai lutti.

Enzo Ferrari è il sogno che si realizza.

La Ferrari F40 esposta alla Mostra Supercars (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Nato il 18 febbraio 1898 a Modena, si appassiona da subito al lavoro che il padre Alfredo, per tutti Dino, svolge nell’officina di carpenteria meccanica, da lui fondata ed adiacente proprio alla casa dove abitano i Ferrari, a Modena, oggi sede dell’omonimo Museo.

L’Officina Meccanica fondata dal padre di Enzo e l’ingresso del del Museo Enzo Ferrari a Modena (Foto per gentile concessione del Museo Ferrar)

Enzo è mosso dal fuoco sacro della passione per i motori, e comunica ciò al padre, il quale vede infrangersi il sogno di vedere il secondogenito diplomarsi alle scuole superiori.

La Ferrari GTO, esposta nella Mostra Supercars (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Dopo la morte del padre e del fratello, partito come volontario nella Grande Guerra, le sue conoscenze nel campo della meccanica lo aiutano a trovare un impiego prima di partire, anch’egli, per la guerra, ma viene congedato lo stesso anno a causa di una pleurite che lo conduce all’ospedale di Brescia, prima, e a quello degli Incurabili di Bologna, poi.  Dopo la lunga convalescenza, cerca un impiego nelle fabbriche metalmeccaniche del Nord Italia che respingono la sua richiesta di assunzione.

Tutti questi “NO” non scoraggiarono Enzo il quale, grazie alle sue conoscenze pregresse, riesce a trovare un’occupazione in una carrozzeria che recupera autocarri leggeri impiegati nella Grande Guerra, i cui autotelai vengono ricondizionati e collaudati da Enzo che, nel frattempo, diventa un grande guidatore.

Alcune delle Supercars esposte nell’omonima Mostra (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Anche questo impiego giunge a termine ed Enzo si trova, nuovamente, ad essere disoccupato, ma la sua passione per i motori è più forte, e così, nel 1920 gareggia al Gran Premio dei Circuito del Savio, vincendolo.

Proprio in occasione della vittoria, Enzo incontra la madre dell’aviatore Francesco Baracca, morto durante la Prima Guerra Mondiale, e che aveva un cavallino rampante sulla carlinga.

La F80 esposta nella Mostra Supercars (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

E così, la madre dell’eroe dell’aria consegna a Ferrari proprio il cavallino, chiedendogli di metterlo sulle sue macchine: e dal 1932 è il simbolo della Scuderia Ferrari.

LaFerrari, una delle Supercars esposte nell’omonima Mostra (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Enzo, però, ha un sogno ancora più grande: difatti, dopo aver fondato la sua azienda decide di volerla dirigere personalmente e, così, abbandona le piste in veste di pilota.

Enzo Ferrari, al centro, in una foto d’epoca (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

La morte dell’adorato figlio Dino è un colpo durissimo, ma, nonostante ciò, Enzo continua ad andare avanti, come aveva sempre fatto fino ad allora.

Il resto è storia, la storia di un uomo che continua ad essere l’anima della sua azienda fino al giorno della sua morte, avvenuta il 14 agosto 1988.

Ma i sogni continuano a vivere, nonostante l’assenza fisica di una persona su questa terra.

Perché i sogni hanno vita autonoma, e, come un’Araba Fenice, rinascono dalle ceneri e sono capaci di dare forza a chi i sogni non li ha più, perché disilluso.

Ecco cosa significa visitare il Museo Enzo Ferrari a Modena, ospitato proprio nell’edificio adiacente all’Officina Meccanica del padre Alfredo: significa diventare testimoni, attraverso l’emozionante video sulla sua vita e trasmesso nello spazio espositivo, della forza di un uomo che ci ha creduto veramente.

L’ingresso del Museo Ferrari a Maranello (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

E le auto esposte nei due Musei Ferrari, sia in quello di Modena che in quello di Maranello, non sono soltanto opere di alta ingegneria meccanica e il simbolo di vittorie e di premi, ma rappresentano un sogno chiamato Enzo Ferrari, nel cui Museo di Modena è possibile visitare, fino al 16 febbraio 2026, la mostra “Supercars”, dedicata a quelle auto che maggiormente hanno rappresentato l’evoluzione tecnologica della Casa.

La Locandina della Mostra Supercars al Museo Enzo Ferrari di Modena (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Una mostra che , con le sue 5 isole interattive e polifunzionali, una per ciascuna Supercar ( GTO, F40, F50, Ferrari Enzo, LaFerrari), si snoda attraverso un percorso composto da 2000 testimonianze tra fotografie, video, disegni, documenti e pubblicazioni dell’Archivio Ferrari che oggi sono consultabili in modalità digitale.

Una delle 5 Isole Digitali della Mostra Supercars (Foto per gentile concessione del Museo Ferrari)

Eccoli i sogni di Enzo Ferrari: fruibili non solo da chi è un appassionato di Formula 1 e di macchine potenti, ma da tutti coloro che vogliono conoscere l’anima e il cuore del papà della scuderia del “Cavallino Rampante”,  i cui musei hanno richiamato, lo scorso anno, più di 850000 visitatori.

                                    Alessandra Fiorilli

CONDIVIDI L'ARTICOLO!

Pubblicato da

Alessandra Fiorilli

Alessandra Fiorilli è il Direttore Responsabile, Proprietario ed Editore della rivista online "EmozionAmici" pubblicata anche sull'omonima pagina Facebook. Laureata in Scienze Politiche, Giornalista iscritta all'Albo dell'Ordine Nazionale, è anche Scrittrice (12 le opere pubblicate tra romanzi, raccolte di racconti e reportage), ed Autrice Teatrale iscritta alla S.I.A.E. (ha scritto e rappresentato 14 sue opere). Dal 2008 al 2017 ha rivestito la carica di Direttore Responsabile del periodico "BCC Nettuno Informa". Dal 2008 è titolare, insieme alla sorella, Psicologa, del Centro di Tutoring Scolastico e Professionale "Atena". Nello stesso anno fonda anche anche l'Associazione Culturale "Araba Fenice", rivestendone la carica di Presidente. Nel settembre 2018 ha superato l'esame del Corso in Teatroterapia organizzato dall'Artedo Srl, ente accreditato dal MIUR ed e specializzato nel campo delle Artiterapie. Nel Gennaio 2019 ha superato brillantemente il Corso di Formazione Tutor DSA organizzato dall'Istituto Galton, Ente accreditato dal MIUR e che opera nel campo dell'editoria, della formazione e della ricerca scientifica su tematiche inerenti la psicologia e le neuroscienze. Nel Febbraio 2019 ha superato il Corso di Formazione ADHD- Valutazione-Diagnosi-Trattamento organizzato dall'Istituto Galton. Sempre nel febbraio 2019 ha superato due Corsi di Formazione "Didattica Metacognitiva e strategie di studio" e "Le Intelligenze Multiple" presso il Centro Studi Erickson

Commenta