di Alessandra Fiorilli
Il patrimonio di una nazione non è rappresentato solo dalle sue ricchezze artistiche o bellezze naturali, ma anche da prodotti tipici che fanno subito Italia, e tra questi ci sono gli agrumi, simbolo del nostro clima mediterraneo e di luoghi ai quali vengono immediatamente associati: è il caso del Limone Costa d’Amalfi che: “Dal 2002 è un prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta), grazie alla creazione di un Consorzio di Tutela che, è stato riconosciuto dal MIPAF con DM 29 luglio 2003 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.193 del 21 agosto 2003 in base all’articolo 14 della legge 526/99 per la tutela, vigilanza e valorizzazione del prodotto”, come dichiara l’Avvocato Chiara Gambardella, Direttore del Consorzio di Tutela, la quale ci racconta la storia dell’agrume simbolo della Costa d’Amalfi.

“ Tra il IX ed il X secolo il limone arriva dall’India, ma viene di fatto introdotto dai Crociati di ritorno dal Medio Oriente, nonostante questo frutto fosse conosciuto già nell’antica Pompei, dove proprio all’inizio del 1900, già venne portata alla luce la “Casa del Frutteto” con all’interno dei limoni dipinti sulle pareti”, racconta l’Avvocato Gambardella, la quale ci tiene a sottolineare le proprietà di questo agrume il quale: “Veniva imbarcato, sulle navi che partivano da Amalfi, antica Repubblica Marinara, per curare i marinai, i quali si ammalavano di scorbuto, malattia che sconfiggevano proprio con la preziosa vitamina C contenuta nel limone, durante i lunghi viaggi verso l’Oriente”.
Ma tale frutto chiamato: “Sfusato Amalfitano per la sua forma allungata”, ha avuto un ruolo di primo piano anche nel campo medico, infatti :“Veniva utilizzato già dalla famosa Scuola Medica Salernitana, che, studiando gli agrumi ed in particolare lo sfusato amalfitano, vide che quest’ultimo era ricco di olii essenziali e polifenoli (antiossidanti), oltre, che ovviamente di vitamina C”.

A rendere il limone di Costa d’Amalfi un prodotto IGP di particolare pregio e qualità è indubbiamente il : “Clima favorevole, perché mite e senza sbalzi di temperature”.
Le caratteristiche dello Sfusato d’Amalfi sono le seguenti :” La forma affusolata, la buccia di medio spessore, la polpa succosa e gustosa, la poca acidità, i pochi semi e la grammatura che deve essere di 100 grammi circa cadauno“.
Oltre a queste caratteristiche, il Limone Costa D’Amalfi, viene coltivato IGP solo nei :“13 comuni della Costa d’Amalfi previsti dal Disciplinare di produzione che precisamente sono: Vietri sul Mare, Cetara, Maiori, Minori, Tramonti, Ravello, Scala, Atrani, Amalfi, Conca dei Marini, Furore, Praiano e Positano. La coltivazione avviene sui terrazzamenti a gradoni tipici della Costa d’Amalfi , perché ricavati nella roccia per permettere all’acqua piovana di meglio irrigare e drenare il terreno svolgendo, così, anche una protezione naturale, al fine di contenere il dissesto idrogeologico di un territorio fragile, composto, appunto, da rocce calcaree friabili e scoscese . Da non dimenticare che tali terrazzamenti sono stati riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Unesco dal 1997”.

Lo Sfusato d’Amalfi è: “ Ottimo per la produzione del liquore, il famoso ed iconico limoncello, per i dolci, specie quelli tipici napoletani, ma da qualche tempo lo si usa anche per la pasta di limone, ovvero limone unito a mandorle e usata come glassa. Novità di questi ultimi anni è anche il gin con Limone Costa d’Amalfi IGP”.
Tale agrume : “Cresce con i rami della pianta di limone adagiati e distesi su pali di castagno in modo che l’albero rimanga piegato verso il basso e non è trattato con pesticidi nocivi alla salute, ma solo con l’utilizzo di prodotti biologici e poco impattanti per la salute; pertanto la sua buccia è edibile, infatti la stessa la si usa per produrre le gustose scorzette candite“.

Il limone Costa d’Amalfi :” E’ sottoposto a rigorose verifiche da parte dell’Organismo di certificazione, il quale controlla l’operato di tutti i soci del Consorzio che complessivamente risultano essere, ad oggi, 259 di cui 232 soci produttori, 6 soci confezionatori e 21 soci trasformatori“.
Tale prodotto viene anche esportato all’estero: “Specie in Europa, in particolare in Germania ed in Svizzera, ma anche in America. Fuori dall’Italia, comunque è richiesto soprattutto sotto forma di prodotto trasformato , quindi limoncello, pasta di limone e caramelle”.
Il prodotto simbolo della Costa d’Amalfi, è coltivato “Su 150 ettari”,e ogni anno dona “Due milioni di chilogrammi circa di prodotto certificato IGP”.

E così, grazie a chi sa curarlo e coltivarlo perché “Ci vuole un intero anno tra una raccolta ed un’altra”, si può assaporare tutto il gusto di questo prodotto: ” Unico e prezioso della Costa d’Amalfi chiamato anche “Oro Giallo”“.
Alessandra Fiorilli