E’ il primo figlio maschio della Famiglia Leopardi, come racconta il Conte Monaldo, in una sua nota: Giacomo viene alla luce il 29 giugno 1798, in quel di Recanati, piccolo centro dello Stato Pontificio, e il giorno successivo verrà battezzato nella loro parrocchia di Monte Morello.
Sin dalla tenera età mostra la sua spiccata intelligenza brillante che lo porta ad inventare storie con i suoi fratelli, spesso rappresentate per il divertimento della famiglia.
La sete di sapere conduce, poi, l’adolescente Giacomo verso la Biblioteca nata per volontà del padre, il Conte Monaldo, il quale, in poco tempo, riesce a raccogliere un numero ragguardevole di libri che saranno catalogati dallo stesso Conte insieme ai suoi figli.

Tali volumi, per decisione del padre di Giacomo, potranno essere consultati anche dalle famiglie dei suoi amici e dai residenti di Recanati, infatti la preziosa Biblioteca verrà aperta al pubblico nel 1812 e oggi custodisce ben 20000 volumi.
Il Museo Leopardi è un viaggio nel tempo, in quel tempo vissuto dal grande Poeta: e così, lungo il percorso costituito da dieci sezioni tematiche, il visitatore potrà ammirare gli oggetti, i documenti originali, ma anche la culla e l’abito del battesimo di Giacomo, nonché i suoi giochi, ed il prezioso calamaio in ceramica usato dal Poeta per la stesura de “L’infinito”.

Visitare tale Museo permette di comprendere l’animo del Leopardi, del suo desiderio di scappare da un ambiente, quello recanatese, culturalmente limitato.
Oggi, grazie all’itinerario significativamente denominato “ove abitai fanciullo”, si possono visitare i saloni di rappresentanza del palazzo, ammirare le collezioni d’arte, il giardino e gli appartamenti del Leopardi.
Dopo due secoli, è possibile, infatti, vivere l’emozione di poter entrare in contatto con ciò che ispirò la grandiosa arte letteraria del Poeta: e, visitando suoi appartamenti, riuscire ad immaginarlo mentre, osservando la luna e le stelle, veniva rapito dal sacro fuoco dell’ispirazione che ci ha regalato versi immortali.

Dallo scalone d’ingresso si accede al piano nobile e a quel Salone Azzurro nel quale si fa la conoscenza, attraverso i dipinti esposti, di alcuni membri della famiglia Leopardi e dell’albero genealogico delle “Gens Leopardae”.
Subito dopo il visitatore è accolto nella Galleria, da sempre il luogo dove la famiglia riceveva i suoi ospiti e da qui si accede al giardino che ispirò la poesia “Le ricordanze”.


Percorrendo poi una scala a chiocciola, si giunge agli appartamenti privati dei fratelli Leopardi.
Il primo ambiente che accoglie i visitatori è il salottino dove Giacomo si ritrovava con i suoi fratelli, dopo essersi dedicato agli studi. Poi si arriva alle camere da letto e in quella di Giacomo s’incontra davvero il suo animo.

Quando Leopardi morì, lasciando questa terra tormentata, per gettarsi nell’Eternità dei Grandi, la famiglia pensò bene di voler preservare questi ambienti per poi restaurarli e aprirli al pubblico.

E così, percorrendo quelle sale, ammirando gli sfarzosi interni, e stupendoci davanti alla Biblioteca e al suo scrittoio, posto di fronte a quella finestra dalla quale ammirava il cielo, le stelle, i suoi amori acerbi, noi possiamo sfiorare il suo genio, farci abbracciare dalla sua arte, stupirci di fronte alla genialità di Giacomo Leopardi che seppe leggere magistralmente l’animo umano ed il libro della natura.
Alessandra Fiorilli