Palazzo Madama a Torino e la Mostra “Visitate L’Italia” : ne parliamo con il Direttore, Professor Villa.

di Alessandra Fiorilli

Intervistare il Professor Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore dal 2021 di Palazzo Madama a Torino, equivale ad intraprendere un viaggio nella storia, il cui percorso è magnificamente rappresentato dalla gentilezza, dalla soavità, dalla passione per la cultura che il Professor Villa esprime, in ogni sua parola,  alla massima espressione.

Il Professor Giovanni Carlo Federico Villa, Direttore du Palazzo Madama a Torino (Foto per gentile concessione del Professor Villa)

Il suo ricco curriculum, che lo vede anche Docente di Storia dell’Arte Moderna all’Università degli Studi di Bergamo e di Museologia e Museografia alla Scuola di Specializzazione in Beni Storico- Artistici dell’Università degli Studi di Udine, comprende anche oltre trecento pubblicazioni scientifiche ed importanti monografie, alcune delle quali tradotte in armeno, cinese, croato, fiammingo, francese, giapponese, inglese e russo.

Il Professor Villa mi parla, nel corso di quest’ intervista che viaggia sulle ali della storia, di Palazzo Madama e della mostra “Visitate l’Italia” che ha registrato, da febbraio 2025, un lusinghiero risultato: 50000 visitatori, con una media di 400 al giorno.

“Varcando la soglia di Palazzo Madama si avverte immediata l’unicità di questo edificio e dei suoi 2000 anni di storia. Un traguardo stupefacente e arricchito da un dato di fatto rilevante: ogni elemento è rimasto funzionale”, dichiara il Direttore del Palazzo che si affaccia sulla bellissima Piazza Castello.

Palazzo Madama: la facciata su Piazza Castello (Foto per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/ Palazzo Madama)

Chi ha avuto il privilegio di visitare Palazzo Madama che: Sorge dove i Romani avevano posto il Fuoco Sacro di fondazione della città”, ricorderà il bellissimo Scalone a doppia rampa realizzato da Filippo Juvarra: ebbene, anche quest’opera nasconde una curiosità storica, in quanto: “E’ appoggiato alla Porta Romana decumana, una delle maggiore dell’Impero”.

Lo scalione di Juvarra (Foto per gentile concessione della Fondazione Torino Musei/ Palazzo Madama)

Proseguendo poi, al secondo piano, si fa un balzo nella storia in quanto, per giungervi: “Si passa per la torre medievale”.

E proprio durante il Medioevo l’edificio viene trasformato in una fortezza, per diventare poi il Castello dei Principi d’Acaja.

Palazzo Madama, veduta aerea (Foto per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/ Palazzo Madama)

Sono le vicende successive alla Restaurazione che vedranno Palazzo Madama protagonista non solo della storia del Regno di Sardegna: “Nel 1848 Carlo Alberto lo scelse come sede del Senatoma anche del futuro Regno d’Italia: “La cui Camera Alta del neonato Parlamento  fu ospitato in quella che era la Sala da Ballo e proprio qui c’è  ancora una lapide con lettere d’oro a ricordare il ruolo di Torino come prima Capitale. Possiamo dire che a Palazzo Madama si è fatta l’Italia”, dichiara il Professor Villa.

La Sala del Senato di Palazzzo Madama (Foto per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

Ma il bellissimo edificio che si affaccia su Piazza Castello ha rivestito un ruolo importante anche per la storia europea in quanto, come ci dice il Professor Villa: “Proprio in queste Sale, il 18 ottobre 1961, è stata firmata la Carta Sociale Europea, il trattato dei Consiglio d’Europa che sancisce diritti e libertà”.

Particolare del soffitto della Sala del Senato di Palazzo Madama (Foto per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/ Palazzo Madama)

Dal 1931 Palazzo Madama è Museo Civico della città di Torino e, proprio nella Sala del Senato, fino al 25 agosto prossimo, è allestita l’interessante mostra “Visitate l’Italia – Promozione e pubblicità turistica 1900-1950” a  cura di Dario Cimorelli e Giovanni Carlo Federico Villa, con l’ allestimento di Emilio Alberti e Mauro Zocchetta.

Un particolare della Mostra “Visitate l’Italia” (Foto Ph Studio Gonella, per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

La Mostra, attraverso 200 manifesti, centinaia di guide e pieghevoli illustrati, offre uno spettacolare viaggio nella storia della promozione turistica italiana, in un lasso di tempo che va dalla fine dell’Ottocento ai primi anni della ricostruzione dopo il Secondo Conflitto Mondiale.

Alcuni pieghevoli esposti (Foto Ph Studio Gonella, per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

Gli artisti, che furono incaricati di realizzare tali manifesti, hanno permesso di far conoscere ed apprezzare le bellezze della nostra penisola, capace di trasformarsi, attraverso questa campagna di promozione turistica, da un “Paese ancora essenzialmente povero ad uno con una forte vocazione turistica”, come dichiara il Professor Villa.

Un altro particolare della Mostra (Foto -Ph Studio Gonella, per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

La nostra penisola, la quale nel XVIII secolo era stata meta del “Grand Tour” che l’aristocrazia europea e grandi poeti come Goethe intrapresero per conoscere le bellezze nostrane traendone ispirazione, era oramai, da troppo tempo, quasi ai margini del turismo, nonostante le sue immesse bellezze artistiche e naturali.

Marcello Nizzoli (1887 – 1969) Agrigento, 1928 Edizioni STAR – Officine Impresa Gen. d’Affissioni e Pubblicità, Milano – ENIT, litografia a colori su carta, 100×70 cm Treviso, Museo nazionale Collezione Salce, inv. 03581 (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

E così, quando si decise di avviare la campagna di promozione turistica, non si pensò solo alle città che erano state già meta del Grand Tour, come Roma Pompei e la Sicilia, dove l’aristocratico e l’artista europeo rimaneva affascinato dai monumenti e dalle rovine dell’antichità, ma si pensò di valorizzare l’Italia tutta.

Pio Solero (1881 – 1975) Cortina. La regina delle Dolomiti, 1931 Edizioni S. E. D., Cortina d’Ampezzo – ENIT, litografia a colori su carta, 100×61,5 cm Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle StAgostino Luigi Sacchi (1867 – 1940) (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

In questo nuovo programma di promozione un ruolo determinante lo ebbe lo sviluppo delle ferrovie e degli altri mezzi di trasporto, ma soprattutto l’istituzione dell’ENIT (Ente Nazionale per l’incremento delle Industrie Turistiche), fortemente voluto dal Touring club italiano, preposto, quest’ultimo, alla promozione, alla gestione e al coordinamento dell’attività turistica e alberghiera e dipendente dall’allora Ministero dell’Industria, Commercio e Lavoro.

Mario Borgoni (1869 – Napoli 1936) Amalfi, 1927 circa Napoli, Richter & Company, litografia a colori su carta, 103×65 cm Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, inv. Manifesti A 180 (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

“E così, i 547.000 manifesti realizzati in quegli anni, preceduti dalle concessioni per le illustrazioni, divennero i grandi seduttori, in grado, con una sola parola, di affascinare e rapire l’attenzione dei turisti che sapevano di poter trovare, nella nostra nazione, le bellezze naturali delle Dolomiti e delle Alpi, ma anche i centri termali, il mare, i laghi e, ovviamente, le città d’arte”, come dichiara il Professor Villa.

Anonimo Verona, 1928 circa Milano, Pizzi & Pizio, cromolitografia su carta, 100×62 cm Treviso, Museo nazionale Collezione Salce, inv. 05059 (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

La mostra, significativamente intitolata “Visitate l’Italia” offre, dunque, “Una chiave di lettura: la necessità che l’Italia venisse conosciuta e così, proprio grazie a questa operazione di promozione turistica, il nostro Paese riuscì ad affermarsi come una Nazione moderna.”

 Portofino Kulm. Panorama verso Ponente, 1905 circa Milano, S.A.I.G.A. Fratelli Armanino, cromolitografia su carta, 100×70 cm Treviso, Museo nazionale Collezione Salce, inv. 04870 ampe “Achille Bertarelli”, inv. Manifesti A 770 (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

Soffermarsi sui manifesti, figli di questa grande operazione pubblicitaria che all’epoca del suo lancio ebbe risultati straordinari: “Basti pensare che Grado passò, nell’arco di una quindicina d’anni, da 3000 a 75000 turisti” , significa “Portarsi via delle riflessioni, le stesse che la mostra è capace di suscitare”, conclude il Professor Villa.

Anonimo Lago di Como, 1920 Chiattone Officine d’Arti Grafiche, Milano, carta / litografia a colori, 100×70 cm Milano, Castello Sforzesco, Civica Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, inv. Manifesti A 418 (Per gentile concessione di Fondazione Torino Musei/Palazzo Madama)

E così, in un mondo dove tutto sembra esistere solo se testimoniato dalla foto condivisa in tempo reale, dovremmo cominciare ad ascoltare con il cuore, ad osservare con l’anima, a parlare con le emozioni, cosicché quel paesaggio mozzafiato, così come la visita al museo, alla mostra, al castello, al palazzo storico rimanga impressa per sempre negli occhi, prima ancora che nella galleria delle immagini di un cellulare.

                              Alessandra Fiorilli

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Alessandra Fiorilli

Alessandra Fiorilli è il Direttore Responsabile, Proprietario ed Editore della rivista online "EmozionAmici" pubblicata anche sull'omonima pagina Facebook. Laureata in Scienze Politiche, Giornalista iscritta all'Albo dell'Ordine Nazionale, è anche Scrittrice (12 le opere pubblicate tra romanzi, raccolte di racconti e reportage), ed Autrice Teatrale iscritta alla S.I.A.E. (ha scritto e rappresentato 14 sue opere). Dal 2008 al 2017 ha rivestito la carica di Direttore Responsabile del periodico "BCC Nettuno Informa". Dal 2008 è titolare, insieme alla sorella, Psicologa, del Centro di Tutoring Scolastico e Professionale "Atena". Nello stesso anno fonda anche anche l'Associazione Culturale "Araba Fenice", rivestendone la carica di Presidente. Nel settembre 2018 ha superato l'esame del Corso in Teatroterapia organizzato dall'Artedo Srl, ente accreditato dal MIUR ed e specializzato nel campo delle Artiterapie. Nel Gennaio 2019 ha superato brillantemente il Corso di Formazione Tutor DSA organizzato dall'Istituto Galton, Ente accreditato dal MIUR e che opera nel campo dell'editoria, della formazione e della ricerca scientifica su tematiche inerenti la psicologia e le neuroscienze. Nel Febbraio 2019 ha superato il Corso di Formazione ADHD- Valutazione-Diagnosi-Trattamento organizzato dall'Istituto Galton. Sempre nel febbraio 2019 ha superato due Corsi di Formazione "Didattica Metacognitiva e strategie di studio" e "Le Intelligenze Multiple" presso il Centro Studi Erickson

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