di Alessandra Fiorilli
I castelli sono circondati sempre da un fascino particolare, essendo l’emblema ed il simbolo di vicende che da un passato remoto giungono fino a noi, ammaliandoci con storie e leggende.

Gli antichi manieri, posti sempre strategicamente su un’altura per controllare al meglio il territorio circostante e proteggerlo da eventuali attacchi, sono i testimoni di una storia che da lontano giunge fino a noi e non possiamo altro che essere grati di questa continuità, capace di farci sentire parte di un tutto.

Visitare un castello significa abbandonare la momentanea dimensione temporale e assaporare, gustare, accogliere le vicende dell’antico maniero e la vita che lì si svolgeva.

Il maniero di Gorizia, città nata il 28 aprile del 1001 grazie ad una donazione di Ottone I a Giovanni Patriarca d’Aquileia, dalla fine dell’anno 1000, controlla dall’alto il territorio circostante e, nel corso dei secoli, fu residenza dei Conti di Gorizia e del Tirolo, divenendo poi sede di una guarnigione militare e, successivamente, di una caserma.

“Purtroppo durante la Prima Guerra Mondiale fu danneggiato con pesanti bombardamenti, ma venne accuratamente ricostruito”, come dichiara Fabrizio Oreti, Assessore alla Cultura del Comune di Gorizia.

Prima di giungere all’antica fortificazione attraverso la possente porta principale, si può godere dell’incantevole bellezza del Borgo Castello, al cui interno, nelle Case Donberg e Tasso, sono ospitati due importanti Musei: quello della Grande Guerra, nelle cui Sale sono esposti cimeli, divise, medaglie, testimonianze e persino la più fedele ricostruzione possibile di una trincea, e quello della Moda, con abiti dei primi vent’anni del secolo scorso appartenenti alle tradizioni mitteleuropee.

L’Assessore Oreti parla, orgogliosamente, del castello che domina Gorizia, come di: “Un simbolo del territorio frontaliero, che ci fa comprendere ancora di più come la diversità possa diventare ricchezza”

Gorizia è stata, suo malgrado, protagonista dei tragici eventi bellici della Prima Guerra Mondiale, ma possiamo dire che: “Da teatro di guerra si è trasformata in un laboratorio di pace e, grazie all’essere Capitale delle Cultura 2025 insieme a Nova Gorica, ha saputo diventare anche un’apprezzata città turistica”.

E i numerosi visitatori che arrivano a Gorizia possono assaporare il castello in tutta la sua maestosità e bellezza: l’antico maniero, infatti, ospita nelle sue Sale arredi originali e dipinti, nonché una ricca collezione di riproduzioni filologiche di armi bianche e di strumenti musicali antichi.

L’antico maniero sta mostrando soprattutto la sua capacità di guardare al futuro, come dichiara l’Assessore Oreti: “Oggi il nostro castello palpita tra il passato e le nuove tecnologie, offrendo, così, ai numerosi visitatori, strumenti multimediali che permettono di sentirsi parte della nostra storia. La particolarità del percorso, dalla durata di circa 1 ora e mezza, risiede nel fatto che a ciascun visitatore viene consegnato un tablet dal quale apprenderà le notizie sulla base della scelta effettuata all’ingresso: sono previsti, infatti, tre percorsi, uno per i bambini, un altro per il turista medio e l’ultimo per il turista esperto. All’interno della Sala degli Stati Provinciali è allestito uno spettacolo multimediale che regala un affascinante viaggio nel tempo, mentre nella Sala del Conte, grazie sempre agli effetti multimediali, personaggi storici, compresa la leggendaria Dama Bianca narrano la storia del castello e di tutto il territorio”.

E così, nell’anno in cui Gorizia è Capitale della Cultura, il suo maniero diventa un significativo ponte tra il suo passato ricca di storia, da oggi fruibile con l’utilizzo di strumenti multimediali, ed il futuro.
Alessandra Fiorilli