Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa: dove la Storia incontra impegno, dedizione, passione, la stessa mostrata dal suo Direttore, l’Avvocato Oreste Orvitti.

di Alessandra Fiorilli

La Storia non la si impara solo sui libri, perché la Storia non è soltanto un insieme di date, nomi, battaglie, unificazioni, lotte, ricostruzioni, ma anche di idee, innovazioni, scoperte, valori.

La Storia non ci vuole vedere soggetti passivi, ma richiede una nostra partecipazione, affinché venga interiorizzata e fatta propria.

La Storia è composta da tanti singoli tasselli chiamati uomini che, con il loro ingegno, il loro lavoro, il loro impegno, la loro passione, hanno permesso di rendere grande una Nazione.

Locomotive a Vapore esposte in uno dei padiglioni del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

E conoscere la Storia di una Nazione significa riappropriarsi degli eventi, degli accadimenti che danno l’opportunità di sentirci come parte di un tutto, e la Storia d’Italia ha anche viaggiato sulla strada ferrata e su quei treni che è possibile ammirare al Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, a San Giovanni a Teduccio, in provincia di Napoli e gestito dalla Fondazione FS Italiane, costituita il 6 marzo 2013.

Questo complesso, incastonato in uno dei più suggestivi panorami mondiali, rappresenta il: “Simbolo dell’efficienza e dell’artigianalità italiana. A Pietrarsa sono condensati il sacrificio e l’esperienza di chi ha prestato servizio nelle Ferrovie Italiane. Visitare questo Museo significa poter comprendere cosa c’è dietro la storia di questo opificio ferroviario dichiara l’Avvocato Oreste Orvitti, Direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa.

Il Direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, Avvocato Oreste Orvitti ( Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Gli edifici che ospitano questa realtà museale unica in Italia sono proprio i padiglioni che costituivano il Reale Opificio Meccanico nato nel 1840 per volontà di Ferdinando II di Borbone, un anno dopo l’inaugurazione del primo tratto ferroviario italiano, quello della linea Napoli – Portici, tenuto a battesimo il 3 ottobre 1839.

Padiglione delle Locomotive a Vapore (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Pietrarsa rivestì un ruolo centrale anche nello sviluppo economico della nostra nazione, non a caso fu il primo nucleo industriale italiano che rimase attivo: Dal 1840 fino al 1975, anno della chiusura delle officine ferroviarie”, dismesse le quali,si pensò di trasformare il complesso in un Museo: “Il sito è diventato Museo Nazionale Ferroviario nel 1989 e, dopo la nascita della Fondazione FS che nel 2014 ne ha assunto la gestione, affidandomi l’incarico di Direttore, dopo accurati lavori di restauro, si presenta oggi in tutto il suo splendore ”.

Locomotiva da manovra 207.020 (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Il restauro, conclusosi nel 2017, non ha interessato solo i padiglioni, ma anche l’area esterna agli stessi, arrivando ad accogliere oltre: 250mila visitatori all’anno”, con l’incanto del suo giardino affacciato sul meraviglioso Golfo di Napoli.

Particolare dei giardini (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

I 36mila metri quadrati del Museo regalano un viaggio, è proprio il caso di dirlo, non solo nella storia delle ferrovie italiane, ma anche della nostra nazione.

Macchinari (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Il percorso espositivo dell’intero complesso offre, infatti, molti spunti di riflessione: “Pochi musei al mondo sono ospitati, come il nostro, all’interno di edifici storici che costituiscono essi stessi esempio di archeologia industriale in quanto risalenti all’epoca borbonica e dell’’Unita d’Italia. Anche per questo la nostra collezione ferroviaria è unica, con carrozze e locomotive che abbracciano un arco temporale che dal 1830 arriva fino ai tempi moderni. Da sottolineare, inoltre, la magnifica vista che il museo offre ai suoi visitatori, essendo situato proprio al centro del Golfo di Napoli”.

Il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa visto dal mare (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Pietrarsa, il primo ed: “Unico museo ferroviario nazionale italiano”, spicca anche nel panorama europeo grazie alle sue locomotive e carrozze che incantano e stupiscono i visitatori con la loro grande capacità di far rivivere una Storia che è quella dei nostri avi, una Storia che viene e prenderci per mano, appena varcata la soglia del Museo, perché è possibile regalarsi anche un emozionante, emozionale e indimenticabile viaggio interattivo: “La visita al Museo inizia proprio partendo con l’esperienza del viaggio virtuale che dal 2016 consente di trascorrere 20 minuti a bordo del primo treno che percorse a 50 km orari il tratto Napoli – Portici, sui binari della prima linea ferroviaria italiana”.

Una pensilina storica (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Non è un caso che proprio il pezzo più antico esposto al Museo sia: La locomotiva a vapore Bayard, costruita nel 1839 e utilizzata per trasportare il Re Ferdinando II di Borbone e la sua famiglia”.

La caldaia della Locomotiva Bayard ((Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

La nostra storia, dunque, passa anche per Pietrarsa, dove sono esposte: “55 tra locomotive, carrozze, littorine, automotrici, ma anche oggetti come quelli relativi alla segnaletica e i modellini dei treni, molto amati dai bambini. E come non parlare, inoltre, di carrozze particolari come quelle destinate al servizio postale e al trasporto detenuti”

E a rinsaldare il prezioso legame tra passato e presente c’è un’iniziativa:” La domenica è previsto il servizio “Pietrarsa Express”, grazie al quale si arriva qui viaggiando su vagoni d’epoca trainati da locomotive elettriche d’altri tempi”.

Tra i 250mila visitatori annuali spiccano gli italiani provenienti: “Per il 40% dalla Campania e per il restante 60% dalle altre regioni; senza dimenticare i molti stranieri, specialmente austriaci, inglesi e tedeschi”.

Tra le carrozze esposte al Museo, la più iconica e anche ammirata: “È la carrozza del re, realizzata per i viaggi del sovrano e della sua famiglia, e il cui allestimento interno venne curato dall’architetto Giulio Casanova. Davanti a tanta magnificenza si rimane letteralmente senza fiato, perché qui si può ammirare l’immensa bravura degli artigiani che in quel periodo realizzarono gli arredi e i rivestimenti con tendaggi damascati, tappeti, e oggetti in vetro di murano che la abbelliscono e impreziosiscono”.

La Carrozza Reale ((Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)
Dettaglio del soffitto della Carrozza Reale (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

E chi non avrà sentito, almeno una volta, i racconti di qualche nonno o bisnonno e dei loro viaggi sulle vetture “Centoporte” con le panche di legno: “Anche queste esposte al museo”, spesso agganciate a locomotive con il loro inconfondibile sbuffo di vapore che si scorgeva da molto lontano? 

Gli anni ’30 furono poi gli anni delle Littorine, delle loro sedute imbottite e delle piccole bagagliere, ma a Pietrarsa non ci sono solo carrozze e locomotive, c’è anche il plastico “Trecento Treni”, ospitato nell’area del Museo chiamata la Cattedrale, per la sua architettura caratterizzata da archi a sesto acuto. Tale plastico, perfettamente funzionante e che in molti ricorderanno esposto alla Stazione Termini, rappresenta le stazioni di Firenze Santa Maria Novella e del nodo ferroviario di Bologna.

Dettaglio del ponte del Plastico Trecento Treni (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Ma il Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa è tanto altro ancora, come testimoniato dal suo Centro Congressi:Il più grande polo congressuale del Sud Europa, capace di ospitare fino a 3000 persone, dove sono organizzati ogni anno circa 150 convegni.  Le sale attrezzate permettono a chi si reca a Pietrarsa per motivi di lavoro, non solo di partecipare ai meeting usufruendo delle più moderne tecnologie, ma anche di apprezzare la nostra storia che è qui custodita e mostrata”.  

Le Littorine (Foto per gentile concessione del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa)

Pietrarsa, dunque: “E’ più di un Museo: è un polo di aggregazione che in estate, dal mercoledì alla domenica, è aperto fino a mezzanotte. Abbiamo organizzato degustazioni di prodotti tipici del territorio e apertivi sulle terrazze affacciate sull’incantevole scenario del Golfo di Napoli, con vista sulle isole di Ischia e Capri. E poi serate musicali e una rassegna teatrale tutta al femminile significativamente chiamata “Binario rosa”. Oggi il Museo di Pietrarsa è un punto culturale a 360 gradi, e ad inizio novembre inaugureremo anche una fiera dedicata al modellismo”.

Il complesso vuole aprirsi al mondo, prevedendo anche aperture straordinarie in particolari momenti dell’anno: Nel periodo natalizio viene allestito un suggestivo mercatino. L’iniziativa ha preso il via nel 2018 e ha rappresentato una vera e propria sfida: abbiamo voluto fortemente la partecipazione di artigiani campani che hanno così avuto la possibilità di far conoscere la loro bravura ai moltissimi visitatori che partecipano ogni anno sempre più numerosi alla manifestazione”.

Il Direttore del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa, l’Avvocato Oreste Orvitti ha trasmesso, nelle sue parole non solo tutto l’entusiasmo nel rivestire tale incarico, ma soprattutto la passione e il legame che lo uniscono alle Ferrovie Italiane, nelle quali ha cominciato a prestare servizio all’età di 20 anni, passando dal ruolo di macchinista, a quello di esperto in materie legali, dopo la laurea in Giurisprudenza.

 Ma c’è qualcosa del suo racconto che mi ha fatto commuovere e sono state queste parole: “Ho avuto la possibilità e il privilegio di vedere la mia passione trasformarsi nel mio lavoro. In 10 anni il Museo di Pietrarsa è diventato un simbolo, un motivo di orgoglio: diamo lavoro a 200 persone e sono 300 le aziende che collaborano con noi. Mi lega a questo luogo un profondo affetto perché è qui, quando c’erano le officine, che mio padre ha lavorato per molti anni. Ora ci sono io come Direttore del Museo, e ogni giorno lavoro nel luogo della memoria di famiglia e di tutti i ferrovieri, ma sono anche, al tempo stesso, il custode di un sito storico unico al mondo”.

            Alessandra Fiorilli

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Alessandra Fiorilli

Alessandra Fiorilli è il Direttore Responsabile, Proprietario ed Editore della rivista online "EmozionAmici" pubblicata anche sull'omonima pagina Facebook. Laureata in Scienze Politiche, Giornalista iscritta all'Albo dell'Ordine Nazionale, è anche Scrittrice (12 le opere pubblicate tra romanzi, raccolte di racconti e reportage), ed Autrice Teatrale iscritta alla S.I.A.E. (ha scritto e rappresentato 14 sue opere). Dal 2008 al 2017 ha rivestito la carica di Direttore Responsabile del periodico "BCC Nettuno Informa". Dal 2008 è titolare, insieme alla sorella, Psicologa, del Centro di Tutoring Scolastico e Professionale "Atena". Nello stesso anno fonda anche anche l'Associazione Culturale "Araba Fenice", rivestendone la carica di Presidente. Nel settembre 2018 ha superato l'esame del Corso in Teatroterapia organizzato dall'Artedo Srl, ente accreditato dal MIUR ed e specializzato nel campo delle Artiterapie. Nel Gennaio 2019 ha superato brillantemente il Corso di Formazione Tutor DSA organizzato dall'Istituto Galton, Ente accreditato dal MIUR e che opera nel campo dell'editoria, della formazione e della ricerca scientifica su tematiche inerenti la psicologia e le neuroscienze. Nel Febbraio 2019 ha superato il Corso di Formazione ADHD- Valutazione-Diagnosi-Trattamento organizzato dall'Istituto Galton. Sempre nel febbraio 2019 ha superato due Corsi di Formazione "Didattica Metacognitiva e strategie di studio" e "Le Intelligenze Multiple" presso il Centro Studi Erickson

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