di Alessandra Fiorilli
Gli agrumi coccolano i nostri sensi come pochi frutti sanno fare, grazie al loro gusto, pieno, rotondo e a quel profumo inconfondibile che emanano, ed è proprio attraverso quel sapore che ci riappropriamo di una parte della nostra storia, perché l’Italia, grazie al suo clima ideale, è diventata la patria degli agrumi, nonostante questa pianta sia originaria dell’Asia.
E tra gli agrumi italiani c’è anche lei, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP, Indicazione Geografica Protetta, il cui Consorzio: “Nato su iniziativa di produttori locali per promuovere e tutelare in Italia e nel mondo l’Arancia Rossa di Sicilia, nelle sue tre varietà Tarocco, Moro e Sanguinello, viene poi riconosciuto da parte del Ministero per le Politiche Agricole nel giugno del 2015”, come dichiara il suo Presidente, Gerardo Diana.

Attualmente il Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP conta: “Circa 500 produttori, 80 confezionatori e oltre 100 aziende che utilizzano la denominazione tutelata nei prodotti composti e trasformati e oltre 300 etichette autorizzate, con l’obiettivo di garantire la qualità, la rintracciabilità e la promozione di questo straordinario prodotto, simbolo dell’eccellenza agroalimentare italiana e ambasciatore della Sicilia nel mondo”.
Le prime testimonianze sulla coltivazione dell’arancio in Sicilia risalgono ai tempi della dominazione normanna, quando: “Le operazioni di bonifica e l’introduzione di pratiche agricole avanzate cambiarono in breve tempo il volto della Sicilia, facendola divenire la terra degli aranci”.

Trattandosi, però, di un’arancia amara, tale frutto era poco consumato, ma il destino di questo agrume cambierà: “A partire dal XVI secolo, quando l’arancia dolce approda in Sicilia e in tutto il Mediterraneo”.
La diffusione in terra siciliana non fu uniforme, essendoci delle differenze geografiche: “L’arancio, però, trovò poca fortuna nel resto della Sicilia, mentre ebbe miglior fortuna sul versante centro-orientale dell’isola, in particolare nella Piana di Catania e nel Siracusano”.

Sarà invece la zona collinare e la pianura circostante il rilievo dell’Etna a diventare la patria dell’Arancia Rossa:” L’area di produzione riconosciuta dall’IGP è caratterizzata dalla presenza del nostro vulcano, che permette ai suoli di essere fertili, ricchi di minerali e dotati di eccellente capacità drenante. La suddetta area comprende le province di Catania, Siracusa ed alcuni centri dell’ennese prospicienti la Piana di Catania. I comuni interessati sono 32, selezionati in base a specifiche condizioni pedoclimatiche che favoriscono la crescita delle varietà pigmentate”.

Infatti: “Per effetto delle notevoli escursioni termiche presenti nella zona, si determina la formazione delle tipiche pigmentazioni rosse, la creazione di aromi intensi ed inconfondibili, nonché un accumulo zuccherino e di antociani che conferiscono alle arance un gusto ed un sapore dolce”.
Ma vediamo come nasce, nelle sue singole fasi, l’Arancia Rossa di Sicilia IGP: “La coltivazione è basata in una sorta di continuo “dialogo” con la pianta, per proteggerla dai parassiti e assicurare benessere e produttività. La cura del giardino, così come comunamente viene chiamato l’agrumeto, inizia dal perimetro della pianta che deve essere sempre tenuto libero da erbacce dannose.
Le fasi della coltivazione vanno dalla fioritura in primavera inoltrata, al raccolto che arriva a partire da fine novembre o dicembre. In mezzo è fondamentale la cura agronomica (potature, concimazioni, irrigazione), insieme al controllo fitosanitario e al monitoraggio della maturazione. Il rispetto di pratiche agricole tradizionali, integrate con le più moderne tecniche di gestione, garantisce la salubrità e la qualità del prodotto finale”.

Il profondo legame tra l’uomo e la natura ed il rispetto per la pianta, come ci racconta il Presidente Gerardo Diana, avviene anche con : “Il sistema di raccolta tra metà dicembre e maggio, a seconda della varietà e delle cultivar , che viene effettuata a mano, mediante un uso sapiente delle forbici, in modo da lasciare parte del picciolo attaccato al frutto, quello terminale, affinché non risulti tagliente e nociva per le altre arance, con attenzione e rispetto della maturazione ottimale, per preservare l’integrità e la freschezza del frutto. Tale pratica consente di mantenere inalterate le proprietà organolettiche e nutrizionali. Normalmente le arance non vengono raccolte quando la pianta è bagnata ma si aspetta che asciughi”
Solo rispettando tutte queste fasi l’Arancia Rossa di Sicilia IGP è in grado di regalare: “La polpa succosa, il sapore equilibrato tra dolce e acidulo, e l’aroma intenso”.
Da sottolineare, inoltre, anche il valore dal punto di vista nutrizionale di tale pregiato agrume:” È fonte eccellente di vitamina C, antociani, flavonoidi e fibre. Gli antiossidanti naturali contenuti contribuiscono al benessere dell’organismo, rafforzando le difese immunitarie”.

Proprio grazie al suo gusto e alla sua versatilità l’Arancia Rossa di Sicilia IGP si sposa perfettamente: “Sia con piatti dolci che salati. È ideale in insalate, carpacci di pesce, dessert, come ingrediente di base per marmellate, gelati, ma anche come ingrediente distintivo in piatti gourmet della cucina mediterranea. Il suo gusto unico esalta preparazioni a base di cioccolato, ricotta, pesce azzurro e carni bianche”.
All’Arancia Rossa di Sicilia IGP è legata anche un turismo enogastronomico che permette di entrare a stretto contatto con questa realtà fatta di tradizione e passione: “Molte delle aziende affiliate al Consorzio promuovono quello che viene definito Turismo DOP, con itinerari enogastronomici dedicati all’Arancia Rossa di Sicilia IGP, che includono visite agli agrumeti, degustazioni guidate, laboratori sensoriali e percorsi culturali tra i borghi e le tradizioni delle aree di produzione. Questi itinerari rappresentano un’occasione unica per conoscere da vicino il territorio, la storia e la ricchezza gastronomica legata all’arancia rossa. Per il 2026 come Consorzio stiamo lanciando un nuovo appuntamento che si chiamerà Giardini d’Arancio e che per un fine settimana vedrà aperti gli aranceti durante il periodo del raccolto”.
Alessandra Fiorilli