Basilica di Superga: Torino, Italia

di Alessandra Fiorilli

“E’ il 1706 quando la città di Torino è sotto l’ assedio delle truppe francesi e spagnole: la sproporzione è tanta e per i torinesi c’era poco da sperare. Su una delle colline più alte della zona da secoli si sale per la devozione alla Madonna delle Grazie, le tracce arrivano fin circa il 1400, ma nel 1624 viene posta una delicata ma importante statua lignea, come ci racconta Daniele Ballarin, monaco responsabile della Basilica di Superga e membro del SERMIG (Servizio Missionario Giovani).

La facciata della Basilica di Superga (Foto di Lorenza Fiorilli)

E cosi, il Duca Vittorio Amedeo II ed il Principe Eugenio di Savoia-Soissons, dopo essere saliti sulla collina per studiare le mosse degli avversari, fanno un voto alla Madonna: se le truppe piemontesi avessero vinto contro gli invasori stranieri, avrebbero fatto costruire sulla collina una grande chiesa in suo onore.

In pochi giorni l’assedio alla città finì con la vittoria dei piemontesi e, per mantenere fede al voto, venne incaricato l’architetto messinese Filippo Juvarra per la costruzione della Basilica sull’area  occupata da una precedente piccola  cappella.

I lavori iniziano nel 1717 e nel 1731 Torino è pronta a dare il benvenuto all’imponente Basilica di Superga che da allora  svetta sulla collina, in tutta la sua semplice maestosità:  “La Basilica di Superga non è solo il simbolo di Torino e del Piemonte, ma è parte integrante della storia d’Italia, non dimentichiamo che nelle Tombe Reali, ospitate nei sotterranei, riposa Carlo Alberto di Savoia, colui che concesse,  nel marzo del 1848, lo Statuto Albertino, divenuto dal 1861 la prima Carta Costituzionale del Regno d’Italia”, dichiara Daniele Ballarin.

Vista laterale della Basilica di Superga (Foto di Lorenza Fiorilli)

E proprio la famiglia dei Savoia: “E‘ sempre stata legatissima alla Basilica, tanto da esser il luogo sacro dove assistevano alle celebrazioni religiose e dove, in alcune stanze, si riposavano prima di tornare a Palazzo Reale; inoltre nei Sotterranei della Basilica, oltre a Carlo Alberto, sono sepolti anche 6 Re e 10 Regine del Regno di Sardegna”.

La Basilica: “Non è solo l’espressione di un concetto architettonico, ma anche e soprattutto paesaggistico, come era nelle intenzioni dell’architetto Juvarra che ne curò la realizzazione: infatti la collina è posizionata al centro della pianura ed è visibile da ogni parte del territorio e persino quando, dalla Francia, si entra in Italia: questo forse per ricordare ai cugini d’oltralpe la vittoria del 1706 sulle truppe al comando di Luigi XIV. Ma la cosa più importante è che, alzando gli occhi in alto verso la collina, si possa vedere un luogo dedicato alla Madonna che, con il suo sguardo materno, possa consolarci tutti”.

Particolare dell’interno della Basilica di Superga (Foto di Lorenza Fiorilli)

Ed è anche la strategica posizione sulla collina, ed il panorama che si può godere da lassù, a rendere la Basilica di Superga un luogo di ritrovo per molti torinesi: “Anche per questo motivo abbiamo deciso, quattro anni fa, quando abbiamo iniziato il nostro servizio in Basilica, di aprire le porte della chiesa tutti i giorni e in estate, da San Giovanni a fine settembre, anche di sera, per accogliere tutti coloro che arrivano sin quassù in bicicletta, in moto, con la macchina e persino a piedi”.

Particolare della cupola vista dall’interno della Basilica di Superga (Foto di Lorenza Fiorilli)

Di questo capolavoro juvarriano si può visitare, oltre che l’interno, anche la cupola dalla quale si ha un meraviglioso colpo d’occhio sulle montagne che circondano Torino quando il cielo è terso.

A testa in sù per ammirare, dall’interno, la cupola della Basilica di Superga (Foto di Lorenza Fiorilli)

Alla cupola: “Si accede attraverso una bellissima scala a chiocciola di 131 scalini per arrivare a 30 metri d’altezza dal suolo sui complessivi 75 metri della Basilica”.

Ma il nome di Superga è anche legato a quello del Grande Torino, la squadra che vinse cinque scudetti consecutivi e che si schiantò, nel 1949, di ritorno da Lisbona, con l’aereo proprio sulla collina, nell’area retrostante la chiesa: Ogni 4 maggio alle 17.03, ora dello schianto, viene celebrata, nella Basilica, una messa alla quale partecipano oltre all’attuale squadra del Torino e ai parenti delle vittime, anche moltissime persone.”

La foto del Grande Torino nell’area retrostante la Basilica di Superga, nel luogo dell’incidente aereo del 4 maggio 1949 (Foto di Lorenza Fiorilli)

Il Grande Torino non era solo la squadra della città sabauda, ma: “Dell’ Italia intera: basti pensare che su 11 atleti della Nazionale, 10 erano del Torino… quindi il lutto fu di tutti.”

Ancora oggi, a distanza di anni, il luogo dello schianto è meta di un pellegrinaggio laico silenzioso e rispettoso di una tragedia che colpì l’Italia e non solo quella calcistica, come testimoniano le foto, i gagliardetti e le sciarpe di coloro che vogliono omaggiare il luogo dove si spezzarono le vite dei giocatori del Grande Torino, dei dirigenti della squadra, dell’equipaggio e di tre giornalisti italiani che avevano seguito la trasferta dei Granata.   

                             Alessandra Fiorilli

La genialità di Filippo Juvarra nella progettazione della Palazzina di Caccia di Stupinigi: ce ne parla la Dottoressa Marta Fusi

Filippo Juvarra, architetto eccelso ed uno dei maggiori esponenti del Barocco italiano: “Fu anche un uomo di teatro, essendo uno scenografo, quindi, quando gli venne richiesto dalla Casa Reale dei Savoia di costruire una palazzina di caccia, egli la ideò come un teatro. La casata sabauda, infatti, desiderava avere un luogo di “loisir”, di piacere, di svago e di relax lontano dalla città e fu così che Juvarra individuò l’attuale area sulla mappa e la immaginò proprio come oggi la vediamo” dichiara la Dottoressa Marta Fusi, Direttrice della Fondazione dell’Ordine Mauriziano che gestisce anche la Palazzina di Caccia di Stupinigi, situata a 10 chilometri dal Palazzo Reale di Torino.

La Dottoressa Marta Fusi, Direttrice della Fondazione dell’Ordine Mauriziano (Foto per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

E quello che la genialità del Juvarra aveva già immaginato, ancora prima dell’inizio dei lavori di costruzione, oggi continua ad incantare, perché, quando da lontano si scorge quella: “Palazzina bassa, bianca e con tantissime finestre ,ci si ricongiunge idealmente con quello che il grande architetto aveva già costruito nella sua mente.

Una veduta d’insieme della Palazzina di Caccia di Stupinigi (Foto per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Juvarra pensò al percorso che i Re di Casa Savoia avrebbero fatto partendo da Palazzo Reale: usciti dalla città, sarebbero passati attraverso i boschi (Verde) poi la zona delle cascine( rosse) e all’improvviso davanti ai loro occhi si sarebbe aperto lo spettacolo della Palazzina di Caccia di Stupinigi, come un fondale di teatro che, con il suo cortile d’onore e le braccia laterali, li avrebbe accolti. L’ edificio avrebbe, così, offerto  una visuale completamente nuova ed una rappresentazione  della natura, sia con l’interno che con l’esterno” come ci svela la Dottoressa Marta Fusi.


Anticamera dell’appartamento dei Duchi di Chiablese (ph Dario Fusaro, per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

La particolarità di questo complesso, la cui costruzione iniziò nel 1729 su progetto, appunto, di Filippo Juvarra, risiede nella sua capacità di poter esser guardato ed ammirato da diversi punti di vista: “ Stupinigi è sia una Residenza Reale, sia sede , dal 1929,  del “Museo dell’arredamento e dell’ammobiliamento” che comprende mobili pregiatissimi provenienti anche dalle residenze di Colorno, Parma e Modena”,

Alcuni interni ( Ph Dario Fusaro , per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Stupinigi è stata molto amata dai Reali di Casa Savoia : “La Regina Margherita vi soggiornò a lungo, specie dopo essere rimasta vedova e qui vi rimase per lunghi periodi fino al 1919” , ma ha accolto anche personaggi della storia: “Nel 1805 Napoleone Bonaparte trascorse in questa Palazzina 10 giorni prima di essere incoronato Imperatore”.  

Camera da letto della Regina Margherita ( Ph Dario Fusaro, per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Stupinigi abbaglia, con il candore della sua facciata, con i suoi 31000 metri quadrati di estensione e questo fascino rapisce:” 130000 visitatori l’anno, il 40% dei quali  è rappresentato da stranieri provenienti in particolare modo da Francia, Spagna, Germania, U.S.A e paesi asiatici”

La particolarità del gran numero di finestre progettate dal Juvarra (Foto per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Davanti a tanta maestosità perfettamente conservata, è inevitabile chiedersi quanta manutenzione richiedano questi siti:  “Per l’edificio è prevista un’opera conservativa preventiva, difatti settimanalmente dal Centro di Conservazione Restauro di Venaria arrivano due restauratrici per monitorare costantemente gli arredi del percorso museale, così da intervenire in tempo su eventuali criticità. Per quanto attiene invece ai giardini, dopo aver ripristinato parte degli stessi e averli messi in sicurezza, prossimamente saranno riaperti al pubblico

La scenografica Palazzina di Caccia di Stupinigi (Foto per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Ci si incanta ammirando le stanze dell’Appartamento di Levante, di quello del Re e della Regina, mentre: “L’Appartamento di Ponente sarà presto fruibile ai visitatori”, anche se  il percorso inizia dalla   Scuderia Juvarriana, dove sono esposti i ritratti della Casa Sabauda e dove campeggia la statua originale del cervo in bronzo, rame e foglie d’oro.

La Palazzina dall’alto: si può notare la struttura architettonica realizzata dal Juvarra (Ph david_fossa, per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Ma quello che toglie il fiato è il:Salone Centrale…le confesso che, anche dopo tanti anni, io, ogni volta che lo attraverso, mi emoziono…” come dichiara la Dottoressa Marta Fusi.


Il Salone Centrale , di forma ellittica, in tutta la sua magnificenza (Ph Dario Fusaro, per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

La Palazzina di Caccia di Stupinigi regala la sua bellezza anche nelle sere d’estate quando vengono organizzati: “Concerti di lirica, Candlelight , ovvero i concerti a lume di candela , l’osservazione delle stelle…momenti esperienziali…”

Il Salone Centrale dall’alto (Foto per gentile concessione della Palazzina di Caccia di Stupinigi)

Chi vuole sentirsi parte della storia, anche solo per un giorno, può prenotare spazi all’interno della Palazzina, ovvero: ” Le Citroniere, la Sala del Cervo, il Cortile d’Onore dove è possibile organizzare cene di gala, congressi, fiere, matrimoni, compleanni, eventi aziendali, servizi fotografici. Tutte queste informazioni sono reperibili sul sito della Palazzina”, come ci informa la Dottoressa Marta Fusi.

Dal 1997 la Palazzina di Caccia di Stupinigi è Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco ed inserito nel circuito delle Residenze Reali Sabaude, quindi, rivestire l’incarico di Direttore significa: “Occuparsi della conservazione e promozione dell’arte barocca e preservare questa bellezza affinché i nostri figli, i figli dei figli e coloro che verranno dopo, potranno ugualmente godere di tale maestosità”, conclude la Dottoressa la Marta Fusi.

                         Alessandra Fiorilli