Palazzo Strozzi: laddove il fascino rinascimentale incontra l’arte contemporanea

di Alessandra Fiorilli

Palazzo Strozzi non è solo uno degli iconici edifici di Firenze, ma anche il simbolo di una rinascita e della chiara volontà di lasciare un segno indelebile della propria famiglia in quella stessa città che li aveva accolti due volte: la prima, nel XIII secolo, quando gli Strozzi si trasferirono nella città di Dante, e la seconda nel 1466, dopo aver trascorso mezzo secolo in quell’esilio deciso dai Medici.

Fu Filippo Strozzi il Vecchio a volere fortemente la costruzione del Palazzo che ebbe inizio il 6 agosto 1489 all’incrocio tra via Tornabuoni e via Strozzi. Gli artefici di quella che sarebbe diventata una tra le più rappresentative dimore signorili dell’epoca rinascimentale, furono i grandi nomi dell’epoca: Giuliano da Sangallo e Simone del Pollaiolo.

La facciata di Palazzo Strozzi, Credito foto: Fondazione Palazzo Strozzi

La pianta regolare e simmetrica, il bugnato digradante, le ampie bifore e il cortile colonnato sono gli elementi che ancora oggi caratterizzano l’impianto architettonico di uno dei palazzi fiorentini più iconici che, però, non riuscì ad essere completato a causa delle difficoltà politiche dell’epoca medicea, nonostante gli Strozzi fossero una tra le famiglie di più alto lignaggio e tra le più influenti sin dal loro arrivo in città nel XIII secolo.

Particolare del bugnato digradante e delle ampie bifore, Credito Foto: Fondazione Palazzo Strozzi

I rami filomedicei della famiglia Strozzi divennero, successivamente, i proprietari del palazzo che, dal XVI fino al XX secolo, fu sempre al centro delle loro attenzioni e delle loro cure, attraverso restauri e iniziative culturali. 

Il cortile colonnato, Credito foto: Fondazione Palazzo Strozzi

Il 1937 segnò l’acquisto dell’edificio da parte dell’INA (Istituto Nazionale delle Assicurazioni) e dopo una serie di restauri, lo splendido palazzo ospitò nel 1940 la “Mostra del Cinquecento Toscano” che ne inaugurò, così, la nuova veste di uno tra i più importanti spazi espositivi di Firenze.

Dal 2006 vi ha sede la Fondazione Palazzo Strozzi che lo ha reso un laboratorio culturale attivo tra tradizione e sperimentazione, attraverso un programma di mostre che spaziano dal Rinascimento ai panorami più contemporanei ed innovativi:  dal Verrocchio e Donatello ad artisti come Ai Weiwei e  Marina Abramović.

In primo piano, l’Autoritratto di Mark Rothko 01-DSA08025©photoElaBialkowskaOKNOstudio (Foto per gentile concessione della Fondazione Palazzo Strozzi)

Dal 2024 l’iconico edificio è di proprietà del Comune di Firenze e, proprio la collaborazione tra i soggetti pubblici e partner non istituzionali, lo ha reso  una fucina di cultura ed innovazione, dove l’arte incontra i visitatori, provenienti da ogni angolo della terra, accogliendoli e parlando loro con nuovi linguaggi.


Due delle iconiche tele di Mark Rothko 22-DSB08317©photoElaBialkowskaOKNOstudio (Foto per gentile concessione della Fondazione Palazzo Strozzi)

Un altro aspetto al quale la Fondazione tiene particolarmente è quello dell’accessibilità: l’arte diventa un percorso per tutti, abbattendo, così, barriere fisiche, sensoriali e relazionali.​​

Una suggestiva immagine dello spazio espositivo e di due opere di Mark Rothko 21-DSB08205©photoElaBialkowskaOKNOstudio (Foto per gentile concessione della Fondazione Palazzo Strozzi)

La collaborazione con scuole, biblioteche, università, associazioni e istituzioni del territorio rendono ancor più Palazzo Strozzi un punto di riferimento per l’arte e per la città: lo scorso anno sono state quasi 48000 le persone che hanno partecipato alle attività educative e culturali promosse dalla Fondazione.

Un fascino indiscusso, quello che Palazzo Strozzi esercita in particolar modo sugli amanti dell’arte contemporanea, come dimostrano i 385000 visitatori dello scorso anno, di cui 214300 “esclusivisti”,  come vengono denominati coloro i quali si sono recati a Firenze principalmente per visitare le esposizioni ospitate nello storico edificio, così come si legge nel Comunicato Stampa della Fondazione Palazzo Strozzi.

La mostra attualmente vede protagonista Mark Rothko, maestro dell’arte moderna, in un percorso espositivo che si snoda cronologicamente: dalle opere degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso,  le quali risentono del linguaggio proprio dell’Espressionismo e del Surrealismo, per arrivare agli anni Cinquanta e Sessanta, caratterizzati dalle celebri tele astratte create con campiture cromatiche. Le opere esposte provengono dai più celebri musei del mondo: il Museum of Modern Art (MoMA), il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.

Le iconiche tele con campiture fluttuanti 14-DSA08128©photoElaBialkowskaOKNOstudio (Foto per gentile concessione della Fondazione Palazzo Strozzi)

Più di 70 opere, molte delle quali mai esposte in Italia prima d’ora, potranno incantare, fino al 26 agosto prossimo, chi vorrà entrare nell’animo del grande artista Rothko, attraverso le sue iconiche tele di grandi dimensioni composte da “campiture fluttuanti e sovrapposte di colore”, come si legge nel comunicato stampa.

Altre tre grandi tele 16-DSA08146©photoElaBialkowskaOKNOstudio (Foto per gentile concessione della Fondazione Palazzo Strozzi)

La prossima mostra, dal 25 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, sarà: “Broken. Il potere del frammento” che evocherà, attraverso ottanta opere, il fascino evocativo esercitato dal frammento nella storia della scultura, dall’archeologia all’arte contemporanea. Ottanta saranno le opere esposte a Palazzo Strozzi, capace di unire il fascino di un edificio rinascimentale con quello dell’arte contemporanea e dei suoi maggiori esponenti a livello mondiale.

Alessandra Fiorilli