Quanta felicità condivisa con te, nonno!
Poi delle volte mi soffermo a pensare dove sia finita, se la serbo ancora gelosamente dentro la mia anima, tra le pieghe dei miei ricordi o se sia stata lavata via dalla tempesta del dolore.
Ci rifletto un po’ su’ e poi dico a me stessa che quella gioia è ancora dentro me, anzi sono io, sono io quando sorrido ad un anziano, quando aiuto gli altri, quando curo le nostre piante, quando scrivo una pagina dei miei libri. È tutta quella felicità immagazzinata nel corso degli anni che mi ha permesso di superare le barriere della disperazione e le incognite del futuro.
È come aver fatto un pieno di serenità e gioia che mi permette di andare avanti anche nel deserto. Così è, sicuramente. Non potrebbe essere altrimenti. Perché se non potessimo trattenere i ricordi più belli, le emozioni più intense, il sorriso più dolce, le immagini più care, non potremmo andare avanti nei momenti difficili che si incontrano lungo la strada. Ecco, dunque, dov’è finita tutta quella felicità vissuta con te, nonno: è rimasta impressa a fuoco in maniera indelebile nell’anima, mi sostiene, mi offre una speranza, mi impone di continuare a lottare e a cercare, tra le pieghe di un dolore, altra felicità.