La tradizione natalizia campana: pizza di scarola, struffoli, roccocò, mostaccioli

La tradizione è quell’anello che unisce due sponde egualmente importanti nella vita dell’uomo: il passato e il futuro. E così, ciò che è appartenuto agli avi diventa di nuovo nostro, nel presente, ed è pronto a tuffarsi nel futuro, laddove le nuove generazioni raccoglieranno il testimone fatto di sapori, emozioni, momenti di convivialità che si vivono, si assaporano, si ricordano.

La pizza di scarola in preparazione (foto per gentile concessione di Maria Umili)

E cos’è il Natale se non la massima espressione di condivisione e di tradizioni che strizzano l’occhiolino e che ci chiamano, ci ammaliano, ci rapiscono?

La pizza di scarola appena sfornata (foto per gentile concessione di Maria Umili)

L’articolo di oggi apre una serie di storie legate alle tradizioni natalizie italiane: iniziamo con quella napoletana, fatta di un pranzo del 24 “di magro”, dove la pizza di scarola è la protagonista, pronta, poi,  a passare il testimone ai dolci il cui nome fa subito Natale: struffoli, roccocò e mostaccioli.

…e gustata dai commensali (foto per gentile concessione di Rita Umili)

Ma iniziamo dalla prelibata pizza di scarola che affonda le sue radici in centinaia e centinaia di anni fa, quando le donne di Napoli, per il pranzo della Vigilia, impastavano gli ingredienti della classica pizza con friarielli (che verranno poi abbandonati) e scarola, le due verdure più diffuse sulle tavole dei napoletani. Il cenone che sarebbe arrivato in tavolo la sera richiedeva stomaci sgombri da ogni prelibatezza e così all’ora di pranzo, le famiglie erano solite mangiare la pizza di scarola arricchita da uvetta passa, pinoli, olive, capperi, e anni dopo, anche con acciughe sotto sale debitamente diliscate.

E così il classico piatto povero per eccellenza, ovvero la verdura condita accompagnata dal pane, si era trasformata in una pizza alta, soffice, umida e morbida che solo chi  l’ha gustata almeno una volta ne conosce l’inconfondibile sapore.

Ma Natale è anche e soprattutto dolci…dolci che non sono solo da gustare ma da ammirare, quasi fossero opere d’arte le quali nascono, ancora oggi, non solo in tutte le pasticcerie, ma anche e soprattutto nelle case dove le mamme non hanno mai relegato in un angolo le tradizioni  della propria famiglia, ma la continuano a portare avanti, con gioia e pienezza d’animo.

Proprio come le sorelle Maria, Rita e Rosa le quali, in prossimità delle feste natalizie, inondano le proprie case di odori e sapori che non sanno solo di zucchero, miele, cioccolato ma di tradizioni, di desiderio di voler continuare a fare ciò che la madre e le nonne erano solite fare per loro.

Immancabile ad arrivare sulle loro tavole, la pizza di scarola :” Che dava la possibilità alle donne, di impiegare tutto la giornata del 24 nella preparazione del cenone”, come dichiara Maria.

Ma l’aria si riempie di buonissimi odori molti giorni prima di Natale, con quei dolci che:” Vengono preparati con largo anticipo in quanto, essendo secchi e senza creme al loro interno, si conservano senza problemi”.

E quando si parla di dolci natalizi, immancabile sulle tavole, il re: gli struffoli : “Palline di pasta con farina uova, zucchero che vengono fritte e poi, una volta raffreddate, colate di miele e decorate con confettini colorati”.

Struffoli appena fritti ( foto per gentile concessione di Rosa Umili)

La tradizione vuole che il nome struffoli derivi dal greco, ma non si esclude un legame anche con la lingua e la tradizione spagnola che ha tra i suoi dolci la pinonate, che molto ricorda i nostri struffoli.

Un trionfo di struffoli (foto per gentile concessione di Rita Umili)

Francese sembra invece essere l’origine del nome roccocò, altro famosissimo dolce natalizio campano: “Un impasto di farina, zucchero, mandorle o nocciole e pisto, ovvero un mix di spezie”.

I roccocò appena sfornati (foto per gentile concessione di Maria Umili)

Delizia per il palato e “uno tira l’altro” i mostaccioli, rombi di pasta morbida con la variante al rum e cosparsi di glassa al cioccolato.

Una tavola di mostaccioli appena colati con il cioccolato (foto per gentile concessione di Rosa Umili)

E così, quando arriva Natale, con lui giungono da un remoto passato anche quegli antichi gesti, sapori, odori, sapori che ci prendono ancora per mano, accompagnandoci verso il futuro.

                                      Alessandra Fiorilli

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Alessandra Fiorilli

Alessandra Fiorilli è il Direttore Responsabile, Proprietario ed Editore della rivista online "EmozionAmici" pubblicata anche sull'omonima pagina Facebook. Laureata in Scienze Politiche, Giornalista iscritta all'Albo dell'Ordine Nazionale, è anche Scrittrice (12 le opere pubblicate tra romanzi, raccolte di racconti e reportage), ed Autrice Teatrale iscritta alla S.I.A.E. (ha scritto e rappresentato 14 sue opere). Dal 2008 al 2017 ha rivestito la carica di Direttore Responsabile del periodico "BCC Nettuno Informa". Dal 2008 è titolare, insieme alla sorella, Psicologa, del Centro di Tutoring Scolastico e Professionale "Atena". Nello stesso anno fonda anche anche l'Associazione Culturale "Araba Fenice", rivestendone la carica di Presidente. Nel settembre 2018 ha superato l'esame del Corso in Teatroterapia organizzato dall'Artedo Srl, ente accreditato dal MIUR ed e specializzato nel campo delle Artiterapie. Nel Gennaio 2019 ha superato brillantemente il Corso di Formazione Tutor DSA organizzato dall'Istituto Galton, Ente accreditato dal MIUR e che opera nel campo dell'editoria, della formazione e della ricerca scientifica su tematiche inerenti la psicologia e le neuroscienze. Nel Febbraio 2019 ha superato il Corso di Formazione ADHD- Valutazione-Diagnosi-Trattamento organizzato dall'Istituto Galton. Sempre nel febbraio 2019 ha superato due Corsi di Formazione "Didattica Metacognitiva e strategie di studio" e "Le Intelligenze Multiple" presso il Centro Studi Erickson

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