Il Vittoriale degli Italiani: la Casa Museo di Gabriele d’Annunzio divenuta, negli anni, un importante polo culturale.

di Alessandra Fiorilli

Gabriele d’Annunzio lo scelse come sua residenza, che si sarebbe poi rivelata essere l’ultima, dopo che nel 1921, arrivando a Gardone Riviera, sulle sponde del Lago di Garda, pronunciò tale profetiche parole: “Sento che è là che il mio destino mi spinge ad abitare”.

01_Veduta Vittoriale ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Appena due anni dopo, il Vate, il 22 dicembre 1923, firmerà l’Atto di Donazione del Vittoriale al popolo italiano, atto che sarà perfezionato nel 1930.

Vestibolo ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)
Officina ©MarcoBeckPeccoz (1) (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Nel 1925 terminano i lavori per la collocazione della prua della Nave Puglia nel Parco del Vittoriale, il 1926 vede la luce l’Officina, lo studio caratterizzato da tavoli e scaffali in rovere bianco, e l’anno successivo, il 12 settembre 1927, nell’Anfiteatro, viene messa in scena “La figlia di Iorio” , il suo dramma teatrale, e proprio l’anfiteatro, il Parlaggio, sarĂ  completato nel 2020 con il rivestimento in marmo rosso di Verona, come voleva il d’ Annunzio.

Nave Puglia ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)
02_Veduta Nave Puglia ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Tale spazio all’aperto ospita, ormai, da quattordici anni, il festival estivo Tener-a-mente, dove prestigiosi nomi della musica, teatro, danza si avvicendano sul palco.

03_Anfiteatro ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Dopo aver speso anni nel rendere il Vittoriale sempre piĂą maestoso, Gabriele d’Annunzio, proprio in una delle sue stanze, la Zambracca, lascerĂ  per sempre questa terra, in una sera di marzo del 1938.

Zambracca ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Si dice, a ragione, che i Grandi non muoiano mai, perché a parlare di loro rimangono le opere, le creazioni d’ingegno, ma quando questi Grandi permettono a chi arriverà dopo, di poterli conoscere anche attraverso quello che hanno amato, ovvero le loro stanze, i loro libri, i loro oggetti… allora davvero l’immortalità diventa un concetto concreto, non più astratto.

Stanza Mappamondo ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

E così il Vittoriale degli Italiani, così chiamato da d’Annunzio per celebrare la vittoria degli italiani nella Prima Guerra Mondiale, è diventato un tramite per entrare in contatto con la vita del poeta, con le sue passioni, diventando, negli anni, un punto di riferimento per gli studiosi e per gli amanti delle arti, ma anche per le centinaia di migliaia di visitatori, tra i quali anche molte scolaresche.  

Il 2025 appena concluso lo ha incoronato, tra i Musei italiani più visitati, con le sue 300000 presenze: un fascino grande quello che esercita il complesso che non è solo una Casa Museo, ma un insieme di edifici, vie, piazze, giardini.

Laghetto Danze ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

E proprio il parco che sembra coccolare in un abbraccio l’intero edificio, è stato indicato come il più bello d’Italia, mentre tra i fiori ospitati, un posto d’onore lo merita   la nuova Rosa Gabriele d’Annunzio®, varietà speciale creata dopo anni di tentativi e selezioni per omaggiare il Poeta.

I lavori del Vittoriale, iniziati nel 1921 e terminati nel 1938, non hanno solo permesso al d’Annunzio, che li commissionò, la realizzazione di un grande progetto, ma anche la nascita di una realtà culturale permanente, iniziata con la decisione del Vate di donarlo all’Italia.

02_Vittoriale Panoramica ©AugustoRizza (1) (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

E gli italiani hanno mostrato di amarlo, ne amano tutto: amano l’anima del poeta che pervade ogni singola stanza, ogni pertugio, dove l’arte la fa da padrona.

Nel corso degli anni, molti sono stati gli artisti che hanno donato le loro opere al Vittoriale: tra questi spiccano il Cavallo blu dell’artista italiano Mimmo Paladino, nei pressi dell’anfiteatro, il San Sebastiano dello scultore Ettore Greco alla base del Mausoleo.

Il Vittoriale ospita al suo interno anche molti musei, tra questi, il Museo d’Annunzio Segreto, così chiamato perché permette di conoscere quelli che erano gli oggetti segretamente conservati in casetti ed armadi, e il Museo d’Annunzio Eroe, legato all’esperienza militare del poeta.

Ininterrotta è la ricerca di manoscritti e documenti e nel 2024 è stato acquisito l’archivio di Mario Paglieri, che raccoglie documenti quasi tutti inediti del Vate, con le sue 783 lettere autografe e 144 documenti, mentre, grazie al progetto “d’Annunzio digitale”, si possono vedere alcuni filmati, di proprietà del poeta e conservati, fino ad allora, negli archivi.

Parlare del Vittoriale degli anni 2000 significa parlare soprattutto della Presidenza di Giordano Bruno Guerri, il quale dal 2008, ha disposto una vera rinascita  degli spazi, predisponendone di nuovi, che hanno reso concreto il progetto significativamente chiamato Riconquista terminato nel 2021, anche se dal Vittoriale fanno sapere che tale valorizzazione degli spazi è una sfida continua ed un modo per offrirsi al meglio ai visitatori.

Giordano Bruno Guerri 1 @ Augusto Rizza (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Tra le riaperture spiccano quelle del giardino delle vittorie, mentre sono state sottoposte e restauro alcune parti, quali il Portale, il viale d’ingresso, la facciata della Prioria, la Piazzetta dell’Esedra, ma anche oggetti della casa quali i cuscini, le poltrone, le tende, i paralumi e persino una bicicletta.

04_Pioria ©MarcoBeckPeccoz (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Dal 2017 gli spazi esterni sono abbelliti da illuminazione per una fruizione degli stessi anche dopo il tramonto, mentre le aperture speciali notturne chiamate “I Notturnali”, sono ormai un appuntamento imperdibile per molti.

Esterni Vittoriale Notte ©MarcoBeckPeccoz (1) (Foto per gentile concessione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani)

Il Vittoriale, arrivato a noi dagli anni trenta del secolo scorso, strizza l’occhio anche alle nuove tecnologie, infatti nel 2025 è stato realizzato il progetto AVaDa(Avatar Digitale d’Annunzio), grazie al quale un Gabriele d’Annunzio interattivo, che ricorda il poeta cinquantenne, parla e risponde alle domande dei visitatori attraverso la sua voce, creata da un audio originale e restaurato dall’ Intelligenza Artificiale.

                      Alessandra Fiorilli

Come in un romanzo: una romantica giornata a Sirmione

di Alessandra Fiorilli

Insieme, mano nella mano, si incamminarono verso il pontile dove era attraccato il vaporetto che, da Desenzano sul Garda, li avrebbe condotti a Sirmione.

Appena saliti sull’imbarcazione, lei chiuse gli occhi: voleva sentire il fragore delle acque del lago infrangersi sulla carena del vaporetto e avvertire su di sĂ© quelle gocce che le arrivarono sul viso, tra i capelli.

Aprì gli occhi in tempo per ammirare il Castello Scaligero di Sirmione: allungò il braccio e le sembrò di accarezzare quelle guglie.

Il traghetto rallentò la sua corsa e una voce maschile disse: “Sirmione”.

In tanti scesero dal vaporetto e si divisero, come acqua del fiume quando giunge al mare.

Sirmione…Sirmione: quattro consonanti e quattro vocali che avevano un sinonimo : quello di paradiso

Insieme, mano nella mano, si inoltrarono per le viuzze zeppe di turisti con le maniche corte, i sandali, e cercarono un bar dove poter mangiare un toast.

Si inoltrarono nel cuore di quel centro lacustre e, all’improvviso, seguendo la curva della strada, s’accorsero che erano giunti al cospetto di quel Castello Scaligero che avevano già visto dal lago, arrivando da Desenzano con il vaporetto.

Eccolo…era lì, immerso nelle acque di quel lago di Garda che sembrava un mare,  a difesa di quel piccolo centro lacustre.

Lei sapeva tutto di questo antico maniero: sapeva che era stato costruito dagli Scaligeri, tra il XIII e il XIV secolo.

Tre torri  e poi il maschio, che svettava dai suoi 47 metri e poi la darsena per la flotta.

Sul lato orientale, sulla ghiaia e tra i turisti, i cigni passeggiavano e si facevano avvicinare, fotografare, come le papere che affollavano quel lembo di spiaggia ghiaiosa.

Risalirono verso il paese e panorama un cartello “BACIATEVI, PER FAVORE“, allora si baciarono, si baciarono come mai altre volte.

E si persero, occhi negli occhi, mano nella mano, per le vie di un paese che esaltava i sensi.

Non sarebbero voluti andar via, ma il traghetto li attendeva per tornare a Desenzano, dalla cui stazione sarebbero ripartiti con il treno.

Sarebbero rimasti altre ore, altri giorni alla loro vacanza…eppure…eppure quando si girarono, dalla prua del  vaporetto e accarezzarono con lo sguardo Sirmione, ormai in lontananza, sarebbero rimasti davvero sempre lì, non con il corpo ma con il cuore.

                                              Alessandra Fiorilli